martedì 12 gennaio 2010

that's the time, I love the best


ah, sto facendo un cd al panz.
ogni anno, a natale, me ne regala uno con le sue canzoni dell'anno.
spesso sono anche le mie.
quest'anno invece sono state molto sue, e di questo sono contenta.
mi ha fatto morire quando è partito il disco Natale 2009, perché è partito con "Per una lira" rifatta da Giuliano Palma, e il panz quando qualche mese fa ero un po' triste, mi aveva detto di ascoltare il giulianone nei momenti bui, che almeno un po' di allegria me l'avrebbe portata.






E mi sono emozionata quando è partita "Il paese è reale" degli Afterhours, e poi le altre sono scivolate piano piano, con la fame e l'emozione di scoprirle tutte, di non aspettare che finisse una per andare subito a sentire la successiva.



i Pearl Jam sotto forma di band o sotto forma di Eddie Vedder, non mancano mai.
E fa bene a mettermeli ogni volta, sia mai che mi convinca che possano piacere anche a me.

Quello del 2oo8 di disco di Natale, era pazzesco. erano nostre tutte le canzoni.
Franco Battiato con "E ti vengo a cercare" e anche la bellissima "Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi)" di Cristina Donà. .. che lucciconi, su quel pezzo.

Adesso tocca a me. gli sto preparando un cd coi fiocchi, e per quest'anno vale il pensiero suo.
sono canzoni mie, solo mie.
Sono artisti che ho rispolverato quest'anno, come i Dire Straits, Johnny Cash, i Clash, Elvis Costello... oppurre ci sono canzoni per me geniali come "Sitting on the dock of the bay" o altre semplicemente bellissime come "Colours" di Donovan.
anche se poi, qualche canzone in riferimento a noi c'è, come "L'appuntamento" della Vanoni che il panz ha visto in concerto, "Time of your life" dei Green Day e "What light" degli Wilco, concerti entrambi visti insieme.




Ci sono anche canzoni che segnano un po' questo anno appena passato, anno in cui ci sono state belle novità, che poi sono diventate certezze. Una, per esempio, forse banale ma per me fondamentale, è stata quella di inziare a lavorare al pub il fine settimana e il mercoledì. Ed è così che mi sono ritrovata a sgattaiolare tra un tavolo e l'altro sulle note di "Novocaine for the soul" dei miei adorati eels, e a spazzare il pavimento con in aria "Space oddity", pensando che, cazzo, quella sì che è una canzone!

Al di là del guadagno economico, motivo principale per cui l'ho fatto, trovare lavoro in quel posto, che sta proprio dietro la redazione, e dove già lavora Laura, una delle mie ragazze, mi ha dato aria fresca da respirare, ottima birra da bere, una buona conoscenza di molti tipi di whisky e incontri piacevoli e divertenti.





Mi ha dato da faticare, mi ha tolto qualche ora di sonno, mi ha regalato sorrisi e sudate, momenti di nervosismo e altri in cui avrei voluto essere lontana anni luce da lì. Mi sono adattata a quell'ambiente così lontano dalle miei idee, ma non così distante dal mio modo di apprezzare la compagnia e due chiacchiere, e lui si è un po' adattato a me. Ho imparato l'arte di spillare birre, non tutte bene, specie quelle in bottiglia, ma quando ti esce una Rochefort 10 al primo colpo, con la schiuma perfetta, è una goduria unica. Ho conosciuto la sensazione di tutte le cameriere del mondo, ho servito ai tavoli ragazzi simpatici, coppiette in amore, manager e finti borghesotti che devono mangiare in dieci minuti 'perché poi inzia lo spettacolo all'auditorium' lì accanto.




Ho portato birre ai tifosi forsennati durante le partire di calcio più infuocate, senza cadere nella tentazione della provocazione. Ho calmato le acque durante accese discussioni tra amanti del gioco del calcio, sperando di mantere la calma io per prima e cercando di non rovesciare il vassoio facendo numeri da circo per schivare le persone. Mi sono presa parole per la mia fede calcistica bianconera, sorridendone poi, specie tenuto conto che uno dei due gestori è il presidente di un club del Torino e il pub ne è la sede ufficiale. Il Torino Calcio, capite? No, non capite...





Ho portato a casa numeri di telefono lasciatimi da clienti più o meno interessanti, senza però farne l'uso da loro desiderato. Ho pianto, in bagno, dal nervoso, almeno un paio di volte. Ho rotto bicchieri, mi sono tagliata le mani, ho patito il freddo e ho colato sulla fronte a causa del caldo e del numero impressionante di gente. Ho sbagliato a fare conti, a prendere ordini, a portare piatti, a dare resti, a fare birre. Mi sono presa soprannomi insopportabili. Giuro, davvero insopportabili...




Ho parlato del mio lavoro a volte con persone che non ne sanno nulla, altre con persone che ne sanno troppo, o pensano di sapere tutto. Sono stata complice dietro al banco e ai tavoli delle ragazze che lavorano con me e di chi sta in cucina, ho bevuto con loro, brindato, suonato la campanella... a volte per scelta, altre per forza. A volte ho danzato sulle punte, altre ho colpito forte sedie e tavoli senza volervo, a discapito delle mie anche, e delle me braccia. Sono scivolata dolcemente intorno ai gestori che stanno al banco a bere, ad accogliere i clienti e a offrire alcoll a volontà. Ho pulito dei bagni conciati malissimo e tavoli conciati ancora peggio da ragazzini impertinenti. Sono corsa dietro ad una dozzina di bambinetti scappati senza pagare. Ho riportato nel locale cinque ragazzi che avevano fatto i cretini, facendogli ripulire tutto. Ho evitato di entrare in discorsi dai quali difficilmente ne sarei uscita con ancora la mia testa sul collo, ho fatto di non sentire e altre volte ho urlato forte, per farmi sentire io. Ho rifiutato mance da gente che mi ha trattata con poco rispetto, e ne ho rifiutate altre proprio per il motivo opposto. Ho imparato che ogni mestiere può essere fantastico se nella vita si è realizzati; ed io ci sto provando, ammettendo che non è poi così difficile sentirsi bene se le cose che si fanno, sono così belle.


ecco. questa è solo una piccolissima, minuscola parte del duemilanove che mi porterò appresso con cura e dedizione anche in questo nuovo anno.

niente di meglio.

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